La padella & la brace…

Comunità Terapeutica “Lucignolo & Co.”

Casella di testo: La padella e la brace si può altrimenti dire...
…la zuppa e il pan bagnato….

Ci fu un tempo in cui gli eroinomani “guarivano” ma si “calavano” 3 litri di Tavernello al giorno, poi gli alcolisti “smettevano” ma si attaccavano ai video poker…e così via.
Ora si sa che la “padella & la brace” sono le 2 facce dello stesso problema, le proteiformi manifestazioni di un disturbo che è unico:l’addiction.
Che può avere utilmente un approccio terapeutico residenziale unitario, in particolare per le sue più recenti manifestazioni cliniche, difficili da compensare con i soli interventi ambulatoriali.
Accanto al cambiamento culturale che ci ha portato a considerare la dipendenza come una patologia che presenta differenti modalità di declinazione nell’incontro con il reale, un secondo cambiamento di paradigma ha interessato i nostri presupposti clinici.
Oggi, lo stato attuale delle conoscenze, ci porta a considerare la dipendenza patologica e quindi la sua cura, come processi di lunga durata, che richiedono interventi complessi ed integrati, sia sul piano farmacologico che psicosociale.
Questi passaggi culturali che hanno interessato i modelli interpretativi delle dipendenze hanno avuto un’importante ricaduta nella modifica dei modelli di intervento comunitario, che secondo una definizione proposta da  De Leon si stanno muovendo verso “modelli modificati di Comunità” in cui la differenziazione parte da:
Setting differenti a seconda del target degli ospiti accolti
Interventi terapeutici centrati su obiettivi di lavoro precisi, condivisi con il paziente e l’inviante il cui raggiungimento sia misurabile e definibile a priori in termini temporali e di risultato.
Il nuovo progetto proposto dalla Comunità “Lucignolo & co.”, collocandosi all’interno di questa cornice definisce:
tre tipi di popolazione differente per oggetto della dipendenza  (cocainomani, giovani alcolisti, giocatori d’azzardo) tutti quanti nel grande calderone dell’addiction
tre differenti percorsi specialistici per tipologia di utenza
percorsi brevi di 2 mesi con obiettivi centrati sull’area della diagnosi, di una prima remissione sintomatologia, e su quell’area della pre–terapia che aiuta ad aprire canali emotivi e di confronto con il reale.
percorsi di 9 mesi che permettono di affrontare l’area cognitiva – comportamentale su cui si è strutturata l’addiction e di lavorare al recupero delle abilità della persona confrontate con le difficoltà che la sperimentazione dell’autonomia comporta.